Le fasi della lavorazione dei mobili Più sotto lo slideshow con i dettagli

La realizzazione dei mobili classici nella falegnameria dei F.lli Sommacal proviene da un'antica tradizione di maestri mobilieri del veneto. Abbiamo pensato di convolgere i nostri clienti con un Tour Virtuale (posto qui sopra), offrendo una panoramica delle fasi più importanti della lavorazione del mobile per dare modo di comprendere appieno l'amore che ci lega ai mobili classici da oltre 47 anni!


RADICATURA, LASTRONATURA

Fissaggio della radica al fusto del mobile La tecnica di ricoprire una superficie di legno, normalmente di minore valore, con un legno più pregiato di ridotto spessore, incollando le due parti a costituire un corpo unico, è molto antica e attestata anche nel mondo romano (Plinio 23-24 d.C.). Oltre al maggior pregio e al minor costo, questa tecnica offre i vantaggi di una notevole robustezza, resistenza alle deformazioni, possibilità di utilizzare legnami o tagli altrimenti da scartare, come la radice o il legno di testa.

Naturalmente bisogna disporre di ottime colle e prendere alcune precauzioni, come quella di sovrapporre i legni con le fibre diversamente orientate, così da compensare i movimenti del legno, e talvolta di ricoprire il legno di fondo anche dalla parte interna, per evitare la curvatura, specialmente negli sportelli.

LASTRONI o PIALLACCI

Particolare del fissaggio dei lastroni o piallacci Quanto ai “LASTRONI” o “PIALLACCI” da applicare, essi possono essere delle essenze più diverse, e variare anche a seconda del taglio: se questo è effettuato lungo i raggi midollari del tronco, si ha il “RIGATINO”; se tangente alla circonferenza, si ha il “FIAMMATO”; se vicino alla divaricazione dei rami si ha il “PIUMATO”; se secante il tronco, si ha il “LEGNO DI TESTA” o “RADICONE”, con un disegno a cerchi concentrici se il taglio è perpendicolare, a ellissi concentriche se è diagonale. La parte inferiore della pianta con l'inizio delle radici dà la “RADICA”, caratterizzata dalla complessità delle vene e dei nodi; una radica di minor pregio, perchè con nodosità meno complicate, è data anche dalla parte superiore, dove il tronco si divide in rami. 

Le tecniche del passato

Lastroni di radica Nel Medioevo si preferì sempre l'uso del legno massiccio, anche in grande spessore; la decorazione era fatta o con la pastiglia o con la pittura o con la tarsia: quest'ultima era già una forma di copertura con legni diversi. Verso la fine del Rinascimento fu possibile tagliare, con grossi segacci inseriti in apposite guide, dei lastroni di radica di noce che venivano incollati sul supporto e fissati ulteriormente con alcuni piccoli chiodi di legno conficcati in fori precedentemente preparati; lo spessore era notevole, anche se in parte ridotto col lavoro di levigatura.

La Radica

La radicatura diritta L'Italia è sempre stata la patria della radica, che continuò ad essere usata nel '600 e nel '700 (specialmente quella di noce e di ulivo), anche se in modi diversi da regione a regione e con spessori più sottili. I lastroni che si possono ricavare dalla radica non sono molto grandi, e hanno forme irregolari con buchi e imperfezioni; dopo il taglio vengono stagionati, ma si imbarcano e si contorcono, per cui, un tempo prima di essere applicati venivano immersi nell'acqua calda per parecchie ore, poi pressati tra due pannelli, meglio se ricoperti di fogli di carta, e lasciati essiccare lentamente: solo allora erano pronti per la radicatura diritta. La superficie del mobile da impiallacciare era lavorata con una pialla dentata, che eliminava la irregolarità, ma allo stesso tempo rigava le superfici per far aderire la colla.

La radica viene messa a bagno Sui mobili classici sagomati e bombati, invece, la radica andava applicata bagnata, perchè potesse adattarsi alle superfici curve, e dopo essere stata incollata doveva essere pressata con l'aiuto di controsagome fino a completa essiccazione: a Venezia si usava porvi sopra sacchi di sabbia che si adattavano bene alle curve. I pezzi di radica vanno uniti insieme sempre seguendo le curve delle vene e delle nodosità e inserendo nei buchi dei tasselli tondeggianti.

Le superfici radicate nel '500 erano solitamente contornate da cornici; nel '600 e nel '700 più usualmente la radica era riservata al centro, mentre i bordi delle superfici erano lastronati in verticale o in diagonale, eventualmente con un filetto di separazione.

Il fissaggio della radica

Fissaggio della radica con i chiodini ricurvi Questa lavorazione è tutt'ora utilizzata, unica variante introdotta nel '900 è il fissaggio della lastra di legno: radica trattenuta da chiodini ricurvi, che una volta asciutta la colla, sono rimossi manualmente con la tenaglia. L'inconveniente di questa operazione è la traccia lasciata dai chiodi, che viene in seguito tolta con le diverse mani di levigatura.


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